Le città del Dio Saturno

A sud-est di Roma si estende la Ciociaria, che non ha limiti ben definiti, crocevia di popoli dalla lunga storia. Esiste in questo luogo un antico racconto che vede la fondazione di alcune città da parte del dio Saturno. Questi centri sono: Anagni, Alatri, Arpino, Antina e Ferentino. La leggenda narra che il dio venne cacciato ed esiliato in suo italico. Qui diede vita alle città che in suo nome verranno dette “saturnine”. Insegnò la semina e portò la pace e la giustizia a quelle popolazioni.

I cinque nuclei urbani hanno una caratteristica comune: tutti sono cinti da mura poligonali, cioè grandi blocchi di pietre posizionate ad incastro senza l’utilizzo della calce.

Queste città sono state molto visitate soprattutto nel periodo del Grand Tour, a partire dal XVII secolo, quando i giovani conoscevano l’arte, la politica, la cultura non solo sui libri ma girando da una parte all’altra dell’Europa. Una delle mete era proprio l’Italia, Roma e la sue campagne circostanti.

Una testimonianza preziosa ci è data da una donna aristocratica e appassionata di storia e archeologia: Marianna Candidi Dionigi. Nel 1809 fu pubblicato a Roma una sua opera Viaggio compiuto in alcune città del Lazio che diconsi fondate dal re Saturno. È una raccolta di incisioni accompagnato da un testo sotto forma epistolare indirizzato ad un amico, molto probabilmente immaginario. Le città visitate e descritte sono: Ferentino, Anagni, Alatri, Atina e Arpino.

Fu un’impresa notevole e faticosa, vista l’età avanzata della viaggiatrice che si trova ad affrontare terreni impervi.

 

L’itinerario qui proposto attraversa le principali città di origine ernica che si trovano nei pressi della Via Latina.

3000 anni fa circa Anagni è stata fondata da popolazioni pelagiche provenienti dall’Asia minore e dalla Grecia. Questa città, tentò alleandosi con altri centri di contrastare, l’espansionismo romano ma inutilmente. Data la sua posizione qui erano presenti molte ville dei patrizi romani ed è nota anche per la sua Cattedrale in stile romanico del 1104.

Il nome “Anagni” rimane impresso perché è legato a un importante vicenda storica che si studia sui libri di scuola che ha l’ha resa famosa: lo schiaffo.

Nel settembre del 1303 nella città arrivarono ben mille persone armate e riuscirono ad entrare perché le porte furono lasciate aperte da qualche complice locale, da qualche traditore. Alla testa di questi uomini Giacomo Sciarra Colonna. Sono anni di grande tensione tra il papato e il re di Francia, Filippo IV detto “il Bello” che riteneva il pontefice indegno e di dover render conto solamente a Dio. La congiura pagata dalla corona francese voleva le dimissioni dal soglio pontificio di Bonifacio VIII che era disposto piuttosto al martirio. In questa occasione sarebbe avvenuto l’episodio (ma è poco probabile) dello schiaffo al papa da parte di Sciarra. Il papa venne liberato il 9 settembre dagli abitanti della città che misero in fuga gli assalitori. L’accaduto della cospirazione scosse molto il Papa che visse solo per un altro anno.

Anche Dante dedica dei versi nel Purgatorio ricordando l’avvenimento avvenuto in questa città con queste parole:

« Perché men paia il mal futuro e ‘l fatto,
veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,
e nel vicario suo Cristo esser catto.
Veggiolo un’altra volta esser deriso;
veggio rinovellar l’aceto e ‘l fiele,
e tra vivi ladroni esser anciso.

»

 

Dalle fonti non risulta che ci sia stato uno schiaffo è probabile che si debba intendere come un affronto, uno “schiaffo morale”.

Ferentino ha ben nove porte nella sua cinta muraria. Degno di menzione è il Testamento di Aulo Quintilio databile al periodo augusteo. Si tratta di una lunga iscrizione onoraria su roccia. Questo magistrato del luogo fu molto generoso con la città tanto che il Senato gli dedicò una statua nel foro.

Alatri posta su una collina, raccoglie parte della sua storia all’interno del Museo Civico dove si può ammirare un’iscrizione di Lucio Betilieno Varo che si occupò della ricostruzione di molti edifici pubblici. Alatri fu sede vescovile dal 547, bellissima è la Chiesa di Santa Maria Maggiore che ha forti connotati gotici con un grande portone centrale decorato con motivi vegetali e colonnine pensili. Da visitare per la sua particolarità è l’affresco di Cristo nel labirinto. Fu scoperto casualmente nel 1996 in un cunicolo di alcuni locali che sono annessi al Chiostro di San Francesco. In quest’opera l’entrata e l’uscita del percorso coincidono e la direzione viene indicata dalla mano destra di Gesù. Il labirinto che circonda la figura ha 12 anelli neri.

Veroli sorge su un rilievo dei Monti Ernici, fu popolata dagli Ernici fin dal XII secolo a.C., un’etnia laziale. Una grande testimonianza della vita pubblica romana è ancora presente a Veroli: I Fasti Verulani. I resti sono oggi visibili nel cortile di Casa Reali. Nell’antichità i “Fasti” erano una sorta di calendario e ciò che si è conservato nel sito consiste nelle indicazioni dei primi tre mesi dell’anno e delle festività religiose e civili.

Arpino, città cinta da mura poligonali, conserva ancora oggi un arco a sesto acuto che permette di respirare i tutti i secoli trascorsi. Città che diede i natali a tre uomini molto importanti: Caio Mario, Marco Tullio Cicerone e Marco Vispanio Agrippa. Le cui ville erano in questo territorio. Da visitare il palazzo dove visse il Cavalier d’Arpino, Giuseppe Cesari. La città, fino al secolo scorso, era famosa per la lavorazione della lana.

Tutte queste città appena descritte e fondate dal dio Saturno, sono il cuore della Ciociaria. Qui sono ancora presenti antiche tradizioni e la loro storia, la loro cultura è dietro ogni vicolo, ogni chiesa, ogni palazzo.

Author: Redazione

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